Le ali distese, immobili

Il suo volo disegna silenzioso un ampio cerchio. È il falco pescatore, che ispeziona la costa, in cerca di una preda. Una piccola salamandra dai colori vivaci lo osserva un istante dalle rocce assolate della Torre di S. Emiliano, quindi, rapidamente, si intrufola tra le fessure delle pietre squadrate. Poco lontano, sugli scogli bagnati dalla risacca, una taccola osserva il veloce andirivieni delle rondini di mare. Hanno fatto il nido tra i sassi del promontorio, e il loro volo nervoso èl'unico indizio della sua presenza. Coste rocciose alte e basse, coste riparate da baie e esposte all'azione di furiose tempeste, coste modellate dai delta e dagli estuari dei fiumi: in ognuna di queste situazioni vi sono animali che sulle zone costiere cercano cibo o siti per riprodursi. Il mare è una fonte di nutrimento inesauribile. Non a caso le antiche popolazioni umane si insediarono lungo le spiagge o si spostarono dall'interno verso il mare in cerca di cibo, a maggior ragione lo fecero, e lo fanno tuttora, gli animali. Sulle scogliere strapiombanti e nei ripari sottoroccia si possono trovare piccioni torraioli, taccole e qualche raro esemplare di falco della Regina, mentre sono frequenti gli avvistamenti di trampolieri in migrazione. La poiana caccia quasi radente al suolo, nutrendosi di roditori, rettili e insetti, mentre il falco pescatore preferisce tuffarsi con le zampe in acqua per afferrare velocissimo la preda. In genere le grotte costiere ospitano una fauna particolare: nelle grotte marine, dove un tempo abitava la foca monaca, si segnalano sporadicamente delle tartarughe marine, e, all'interno delle cavità carsiche sono presenti diversi invertebrati endemici.